Poca attenzione verso il mondo agricolo
Renato Gavazzi, presidente dell’Unione Agricoltori di Bergamo, all’Assemblea generale dell’Associazione ha denunciato una situazione allarmante di “caduta libera” del comparto “lasciato solo” e senza ammortizzatori sociali.
Molti i risvolti negativi e pochi quelli positivi nella relazione di Renato Giavazzi, presidente dell’Unione Agricoltori di Bergamo all’Assemblea annuale dell’Associazione svoltasi venerdì 19 giugno presso l’Agriturismo Villa Redona a Trescore Balneario.

In questi primi mesi dell’anno siamo in caduta libera – ha rimarcato Renato Giavazzi il valore aggiunto agricolo nel primo trimestre 2009 è diminuito dell’1,3 per cento in termini monetari rispetto all’ultimo trimestre del 2008 e del 2,3 per cento in termini reali rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno; con i costi dei mezzi di produzione che sono aumentati su base annua mediamente dell’11 per cento, la redditività delle aziende di settori portanti (e soprattutto quelle relative alle produzioni zootecniche, al latte, ai cereali) sta crollando”.

Siamo soli – ha aggiunto il presidente – senza alcun aiuto, senza risorse a noi destinate, senza ammortizzatori sociali: se un’azienda delle nostre chiude nessuno muove un dito”.

Giavazzi ha poi esternato uno stato di sfiducia nei confronti dell’Europa in cui prevalgono le gelosie degli Stati, dove l’allargamento è stato troppo repentino, dove la moneta unica non ha saputo fare da collante”.

Secondo il presidente dell’Unione agricoltori di Bergamo l’agricoltura italiana paga il dazio di una ridotta redditività e sulla situazione nazionale Renato Giavazzi si è così espresso

Un importante banco di prova sulle capacità di reazione del Ministro Zaia e del Governo lo avremo a giorni, di fronte all’organico pacchetto di misure anticrisi presentato da Confagricoltura, con proposte e richieste che vanno dagli interventi di tipo finanziario alle agevolazioni contributive, dal credito d’imposta agli incentivi all’occupazione, nonché su misure specifiche, a livello nazionale e comunitario, per i settori produttivi particolarmente in difficoltà”.

Sulle possibili soluzioni Giavazzi si è così espresso: “Cosa serve? Meno burocrazia, ad ogni livello, compreso quello dei centri direzionali decentrati sul territorio. Oltre al problema dei costi vi è quello del tempo: 100 giornate all’anno dedicate a compilare carte da parte di una media impresa sono decisamente troppe.
Servono azioni forti che favoriscano una maggiore efficienza delle filiere strategiche, dalla zootecnia all’ortofrutta, rendendole innanzitutto più corte e leggere, in grado di portare sul mercato un prodotto competitivo, ad un giusto rapporto qualità/prezzo, con benefici sia per gli operatori che per i consumatori
”.

Sul problema quote latte il presidente Renato Giavazzi ha rimarcato che “Le quotazioni sono quelle di 10-15 anni fa, o peggio. Un produttore di latte incassa oggi dall’industria di trasformazione, nella migliore delle ipotesi, 0,34 centesimi per litro, ma molti sono attestati intorno a 0,30 centesimi, o anche meno, per tacere di coloro che non sono riusciti a trovare una collocazione per il loro prodotto. Nel 1996 il prezzo medio era di 0,39 centesimi di euro.
Di fatto i ricavi degli allevatori si sono contratti almeno del 12,8 per cento in termini nominali e del 33 per cento in termini reali. Sarebbe di fondamentale importanza, in questa fase, poter raggiungere un accordo regionale sul prezzo alla stalla; per quanto consapevoli che non è pensabile riuscire a spuntare ora condizioni remunerative, la fissazione di un prezzo certo, sia pure per un periodo non molto prolungato, otterrebbe quanto meno lo scopo di fermare la “corsa al ribasso” cui stiamo assistendo e che i vari caseifici si sentono autorizzati a praticare nei confronti dei singoli conferenti.
Ma per fare un accordo bisogna essere almeno in due e il recente fallimento della trattativa sul prezzo dimostra che gli industriali non ci stanno
”.

All’Assemblea era presente il neo presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano che ha garantito una particolare attenzione al settore.
Lo stesso hanno fatto i parlamentari Giovanni Sanga e Sergio Pifferi.

Enrico Silva