In occasione delle feste natalizie come regali sono stati usati molto di più i prodotti tipici del territorio. Segno evidente di una maggiore sensibilità nei confronti delle produzioni locali e del lavoro dei nostri piccoli e grandi imprenditori.
Saranno state le campagne televisive a livello nazionale che in continuazione hanno parlato di tipicità del territorio come strenne natalizie, la maggior sensibilità e conoscenza dei prodotti acquisita dai consumatori in questi ultimi anni e, con una piccola pecca di orgoglio, anche la nostra campagna di informazione.
Fatto sta che quest’anno la gente, più che in passato, a Natale ha regalato ad amici e conoscenti prodotti tipici del territorio.
Formaggi, salumi, confetture, farine e vino figli della nostra più antica cultura rurale.
Un risultato che premia i nostri imprenditori e le aziende agricole che con enorme fatica continuano a produrre nel più rigido rispetto della tradizione enogastronomica locale. Ma non solo.
Usarli come dono o come piatto è stato un modo per esprimere anche la propria appartenenza e l’orgoglio di essere bergamaschi senza chiasso, senza prosopopea o annunci ridondanti, come fa parte del nostro carattere.
I prodotti tipici e tradizionali fanno parte della nostra cultura, del nostro essere, delle nostre radici e in un momento in cui la globalizzazione sta cancellando storie locali e dialetti, ribadire la propria appartenenza e la propria identità è fondamentale per non dimenticare la propria storia, chi siamo e quali sono state le nostre origini.
Il
Salame bergamasco, se è quello che meriterebbe la Dop fatto con suini prodotti sul territorio, non ha nulla da invidiare agli altri più conosciuti.
Il
Formai de Mut Blu Dop prodotto in alpeggio può competere alla pari se non superare i vari
Bagoss,
Bitto,
Castelmagno e via dicendo, come il
Prosciutto Crudo della Valle Seriana stagionato all’aria frizzante e pura di Ardesio può comparire senza ombra di timori reverenziali accanto ai più quotati San Daniele e Parma, così come i vini Valcalepio Bianco Doc e Valcalepio Rosso Doc, per non parlare del Moscato di Scanzo Doc e del Valcalepio Moscato passito Doc nulla hanno da temere nei confronti di etichette dai nomi altisonanti.
Continuiamo quindi per questa strada in difesa del nostro territorio e della nostra cultura.
Marcella Longino