Descrizione
Non lo si può certo definire un prodotto tipico della terra Orobica, ma, dall'inizio del terzo millennio si può parlare di riso prodotto in provincia di Bergamo.
La preparazione dei terreni e le prove risalgono agli ultimi anni del secolo scorso, mentre il primo riso confezionato e messo in commercio è datato 2000. Si tratta di una produzione limitata che si attesta sui 360 quintali l’anno, un’inezia di fronte al milione e duecentomila tonnellate prodotti a livello nazionale. La coltivazione viene effettuata per lo più da un paio di aziende agricole: una ad Antegnate (100 pertiche bergamasche) e una a Martinengo (30 pertiche bergamasche).
Due le varietà prodotte: il Carnaroli e l’Arborio che garantiscono 4 quintali di risone circa per pertica che trattato da una resa fra il 55 e il 65 per cento secondo le annate. Il riso viene seminato in asciutta e, quindi, irrigato due-tre volte la settimana. Il suo ciclo produttivo è di 180 giorni e va da marzo ad ottobre.
Per quanto riguarda l’irrigazione, quello coltivato ad Antegnate, ha una caratteristica tutta sua particolare: nei campi viene convogliata solo acqua sorgiva di pozzo, pura.
Le statistiche a livello mondiale collocano il riso fra le cinque specie alimentari basilari. Nel Sud-Est Asiatico è il sostentamento principale, se non l’unico, della popolazione: la razione annua per persona in molte nazioni supera i 150 chili.
Nel nostro Paese, dopo aver avuto un largo consumo dall’Unità d’Italia fino al 1950:10-11 chili all’anno per persona, ha subito un lieve periodo di appannamento a cavallo degli anni Ottanta dello scorso secolo.
Attualmente sta riconquistando posizioni fra gli alimenti e il consumo annuo pro capite è di 5 chili.
Le nuove tendenze alimentari e gastronomiche e le sue virtù dietetiche, fanno prevedere, però, una sempre maggiore richiesta del prodotto nel prossimo decennio.